Mentoplastica: i costi dell’intervento al mento

Quanto costa la mentoplastica? Per l’additiva con protesi le rilevazioni di mercato indicano 2.500-5.000 euro; nel complesso si va dai 1.500 euro del lipofilling ai 6.000 di una osteotomia. La guida del Dott. Domenico Valente, chirurgo maxillo-facciale a Firenze, per leggere i preventivi con criterio.

Quanto costa in Italia: stima di mercato

2.500-5.000 euro Rilevazione di mercato per la mentoplastica additiva con protesi, la voce più confermata dai tariffari italiani; le altre tecniche vanno dai 1.500 euro del lipofilling ai 6.000 dell’osteotomia. Il preventivo esatto si definisce durante la visita con il Dott. Valente.

Il preventivo comprende

  • Un preventivo serio comprende equipe chirurgica e anestesista
  • Sala operatoria, day-hospital, protesi, medicazioni e controlli post-operatori

Cosa fa variare l'importo

  • Tecnica scelta: protesi, lipofilling, riduzione ossea o osteotomia
  • Complessità del caso, tipo di anestesia, struttura e città

Preventivo scritto consegnato durante la prima visita (45-60 minuti) a Firenze.

mentoplastica firenze

Per la protesi al mento, la voce più documentata nei tariffari dei chirurghi italiani, il costo di una mentoplastica si colloca tra 2.500 e 5.000 euro. Allargando lo sguardo alle altre tecniche, la forbice va dai 1.500 euro del lipofilling ai 6.000 di una genioplastica ossea: dentro questi numeri convivono approcci, strutture e casi clinici che non si somigliano affatto.

La mentoplastica corregge le proporzioni del mento, sia quando è sfuggente sia quando è troppo prominente, per restituire equilibrio al profilo del volto. Può essere additiva, cioè aumentare il volume con una protesi in silicone o con il lipofilling (un innesto di tessuto adiposo prelevato dal paziente stesso), oppure riduttiva, con il rimodellamento dell’osso mandibolare.

In questa guida il Dott. Domenico Valente, chirurgo maxillo-facciale ed estetico attivo a Firenze, spiega quali cifre circolano davvero sul mercato italiano, da cosa dipende il preventivo e come riconoscere un’offerta seria da una ingannevole.

Quanto costa la mentoplastica in Italia: le cifre di mercato

Una premessa doverosa: le cifre che seguono sono rilevazioni di mercato, raccolte dai tariffari che chirurghi e cliniche italiane pubblicano sui propri siti. Non sono il listino dello studio del Dott. Valente. Il preventivo reale si costruisce in visita, sul singolo caso, e viene consegnato per iscritto.

TecnicaRange di mercato in Italia
Mentoplastica additiva con protesi2.500-5.000 euro (fascia più citata: 3.000-4.500)
Mentoplastica riduttiva3.000-4.000 euro, fino a 5.000 nei casi complessi
Genioplastica ossea (osteotomia)4.000-6.000 euro
Lipofilling del mento1.500-2.500 euro
Filler al mento (non chirurgico)250-500 euro a seduta

Un portale che aggrega i tariffari di 41 medici italiani indica un prezzo medio nazionale di circa 3.261 euro: una cifra che cade al centro dei range riportati in tabella per la protesi (2.500-5.000 euro) e per la tecnica riduttiva (3.000-4.000 euro).

Diffidi degli estremi. Gli importi di poche centinaia di euro che compaiono in alcuni annunci si riferiscono quasi sempre a una seduta di filler o alla sola visita, non all’intervento chirurgico. All’estremo opposto, alcuni studi di fascia molto alta pubblicano cifre nettamente superiori al consenso di mercato: un importo elevato non garantisce da solo un risultato migliore, e uno molto basso nasconde spesso voci escluse dal conteggio.

Tre prezzi, tre filosofie: protesi, osteotomia o filler

Le tre strade per correggere un mento sfuggente seguono logiche, durate e costi propri: confrontarle guardando solo il prezzo porta fuori strada. Capire la differenza è il modo migliore per leggere un preventivo.

La protesi: il volume che manca

Nella mentoplastica additiva si inserisce una protesi in silicone modellata sulla anatomia del paziente, attraverso una incisione nel cavo orale o nel solco sottomentoniero (la piega naturale sotto il mento). Nessuna cicatrice visibile all’esterno, risultato permanente. Sul mercato italiano la voce si colloca tra 2.500 e 5.000 euro.

Il lavoro sull’osso: riduzione e osteotomia

Quando il mento è troppo prominente si interviene sull’osso. Nella tecnica riduttiva eseguita dal Dott. Valente l’accesso è una incisione di circa 3 cm nel solco sottomentoniero e il rimodellamento avviene con una piccola fresa chirurgica. La genioplastica con osteotomia è un passo ulteriore: l’osso del mento viene sezionato e riposizionato, con costi di mercato tra 4.000 e 6.000 euro, superiori perché la procedura è più articolata.

Il filler: la correzione temporanea

Il filler a base di acido ialuronico proietta il mento senza chirurgia, con sedute da 250-500 euro. Il risultato però si riassorbe e va ripetuto: nel giro di alcuni anni la spesa cumulativa può avvicinarsi a quella dell’intervento, senza mai diventare definitiva. Ha senso come prova reversibile o per correzioni minime, non come alternativa strutturale.

Il punto di vista del maxillo-facciale: il mento si valuta con l’occlusione

Qui la formazione del chirurgo fa la differenza sul preventivo, prima ancora che sul risultato. Per un chirurgo maxillo-facciale il mento va giudicato insieme all’occlusione, cioè al modo in cui le arcate dentarie combaciano, mai come elemento isolato. Un profilo che appare sfuggente può dipendere dalla forma del mento, ma anche da una mandibola arretrata rispetto al mascellare.

Nel primo caso una protesi risolve. Nel secondo, la protesi maschera il sintomo senza toccare la causa, e il paziente avrà speso bene o male i suoi soldi a seconda di una valutazione fatta prima di entrare in sala operatoria. È il motivo per cui la prima visita con il Dott. Valente dura 45-60 minuti: serve a stabilire quale delle tre strade ha senso per quel volto, non a vendere la più costosa.

Le voci che spostano il preventivo

A parità di tecnica, due preventivi possono distare anche migliaia di euro. Le variabili principali sono queste:

  • la tecnica scelta: protesi, lipofilling, riduzione ossea o osteotomia, come visto sopra;
  • il tipo di anestesia: la locale, con o senza sedazione, in regime di day-hospital costa meno di una anestesia generale con degenza;
  • la città e l’area geografica, con differenze regionali marcate;
  • l’esperienza e la specializzazione del chirurgo;
  • la struttura sanitaria e i costi della sala operatoria;
  • il tipo e il materiale della protesi;
  • la complessità anatomica del caso: struttura ossea, qualità della cute, proporzioni del volto;
  • gli interventi combinati, come la liposuzione sottomentoniera o la rinoplastica, che aumentano il totale.

Un dettaglio spesso trascurato: l’età. La mentoplastica si esegue a sviluppo osseo completato, indicativamente dai 18-19 anni. Prima di quella soglia il mento può ancora cambiare e ogni valutazione economica è prematura.

Come si svolge l’intervento con il Dott. Valente, e perché incide sul costo

L’organizzazione dell’intervento spiega una parte concreta del prezzo. Il Dott. Valente opera in anestesia locale, con o senza sedazione, in regime di day-hospital: si entra e si esce dalla clinica lo stesso giorno, e l’intervento dura circa un’ora per entrambe le tecniche, indolore grazie all’anestesia. Questo assetto evita i costi di una degenza notturna e di una anestesia generale, quando non necessaria. Al termine si applica una medicazione semplice, con eventuale fascia compressiva.

Il decorso si gestisce a casa, con poche regole. A tavola, cibi morbidi nei primi giorni, per lasciare a riposo l’apparato mascellare; il ghiaccio, applicato a intervalli nelle prime 24 ore, aiuta a contenere il gonfiore. Le prime 48 ore vanno dedicate al riposo completo. La medicazione si toglie intorno al quinto giorno e da quel momento lavoro e sport riprendono per gradi, rimandando di qualche settimana solo gli sforzi più intensi.

I primi risultati si vedono in poche settimane, quelli definitivi entro 1-2 mesi. E sono permanenti: nel calcolo economico questo conta, perché la spesa non si ripete. Il percorso completo, dalle indicazioni ai rischi, è descritto nella pagina dedicata alla mentoplastica a Firenze.

Gli interventi si eseguono presso la Villa Demidoff Clinic, in Via di Novoli 33/13 a Firenze, nel quartiere Novoli: zona servita da parcheggi, dalle linee di autobus 29BA, 322 A, 35, 5 e 51PQF CF e dalla tranvia, con fermata presso l’università di economia.

Cosa deve comprendere un preventivo serio

Il numero finale dice poco se non si sa cosa contiene. Prima di confrontare due preventivi, verifichi che entrambi includano le stesse voci:

  • onorario del chirurgo e dell’equipe;
  • compenso dell’anestesista;
  • sala operatoria e permanenza in day-hospital;
  • protesi e materiali impiantati, quando previsti;
  • medicazioni e controlli post-operatori;
  • la gestione di un eventuale ritocco: alcune strutture la includono, altre la fatturano a parte.

Lo studio del Dott. Valente consegna il preventivo per iscritto durante la prima visita a Firenze, che dura 45-60 minuti. Un importo comunicato al telefono, senza aver visitato il paziente, vale come cifra di richiamo e poco altro.

La domanda da fare a chiunque

«Il prezzo comprende la protesi o l’osteotomia, l’anestesia, il day-hospital e i controlli?»: per il mento la risposta cambia molto a seconda della tecnica. Chiederlo per iscritto è l’unico modo per capire cosa sta davvero pagando.

Il preventivo su carta

La tecnica giusta prima del prezzo

Protesi, osteotomia o filler non costano uguale perché non fanno la stessa cosa. In visita si decide quale ha senso nel suo caso, valutando anche l’occlusione, e da lì nasce un preventivo scritto e coerente.

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Mentoplastica, Servizio Sanitario Nazionale e detrazioni

La mentoplastica additiva a finalità estetica resta a totale carico del paziente: si paga privatamente. Per la genioplastica il quadro può cambiare in presenza di malformazioni craniofacciali o di malocclusioni dento-scheletriche documentate: in alcuni casi l’intervento può rientrare in percorsi ospedalieri di chirurgia ortognatica (la chirurgia che riallinea le basi ossee di mascella e mandibola), con partecipazione alla spesa limitata al ticket. È una possibilità da verificare con la propria ASL, perché dipende da criteri clinici e amministrativi che cambiano caso per caso.

Discorso analogo per il fisco: la spesa per un intervento puramente estetico non è detraibile, mentre può esserlo quando la finalità è ricostruttiva o funzionale ed è documentata. Su questo punto conviene confrontarsi con il proprio commercialista prima dell’intervento, non dopo.

Tre consigli prima di firmare

Primo: chieda sempre quale tecnica è stata preventivata. Un prezzo apparentemente conveniente riferito a un filler non è confrontabile con il costo di una protesi, e viceversa. La tabella di questa pagina serve esattamente a collocare ogni cifra nella sua categoria.

Secondo: valuti il chirurgo sul percorso, non sulla cifra. Una visita approfondita, una valutazione dell’occlusione, un preventivo scritto e voce per voce, controlli post-operatori inclusi: sono questi gli indicatori di serietà. Alcune strutture propongono anche pagamenti rateali; se ne ha bisogno, chieda condizioni scritte.

Terzo: non insegua la cifra più bassa in assoluto. Il risultato di una mentoplastica è permanente, nel bene e nel male. Correggere un intervento mal riuscito costa più che farlo bene la prima volta.

Fonti

Per gli aspetti clinici generali sulla chirurgia del mento si può fare riferimento ai materiali informativi delle società scientifiche di settore:

  • SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica;
  • AICPE, Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica;
  • SICMF, Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale;
  • ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery.

I range economici riportati sono rilevazioni sui tariffari pubblicati da chirurghi e cliniche italiane, citati come tali e considerati solo quando confermati da almeno due fonti indipendenti tra loro.

Domande frequenti

La mentoplastica passa dal Servizio Sanitario Nazionale?

La mentoplastica additiva a scopo estetico no: è sempre a carico del paziente. Per la genioplastica ossea, in presenza di malformazioni craniofacciali o malocclusioni documentate, l’intervento può in alcuni casi rientrare in percorsi ospedalieri di chirurgia ortognatica. La verifica va fatta con la propria ASL, perché i criteri cambiano caso per caso.

Quanto dura il recupero dopo l’intervento?

Le prime 48 ore richiedono riposo assoluto, con ghiaccio a intervalli regolari nelle prime 24 ore e cibi morbidi nei primi giorni. La medicazione si rimuove intorno al quinto giorno, poi lavoro e sport riprendono gradualmente. L’attività fisica intensa va sospesa nelle prime settimane.

Restano cicatrici visibili?

Nella tecnica additiva l’incisione è nel cavo orale o nel solco sottomentoniero, quindi non restano cicatrici visibili all’esterno. Nella riduttiva l’accesso è una incisione di circa 3 cm nel solco sotto il mento, una sede che la nasconde naturalmente.

Il risultato della protesi al mento è per sempre?

Sì, il risultato della mentoplastica è permanente, sia con protesi sia con rimodellamento osseo. I primi cambiamenti si apprezzano in poche settimane e il risultato definitivo si stabilizza entro 1-2 mesi, quando il gonfiore si è riassorbito del tutto.

Meglio filler, lipofilling o protesi per un mento sfuggente?

Dipende dall’entità del difetto e dalle aspettative. Il filler (250-500 euro a seduta, rilevazione di mercato) è temporaneo e adatto a correzioni minime; il lipofilling (1.500-2.500 euro) usa tessuto adiposo del paziente; la protesi dà un risultato permanente e strutturale. La scelta si fa in visita, valutando anche l’occlusione.

Dopo l’operazione il labbro può perdere sensibilità?

Una ridotta sensibilità temporanea di labbro inferiore o mento è possibile, per il gonfiore nella zona in cui decorrono i nervi sensitivi. Di norma regredisce spontaneamente nelle settimane successive. Va comunque segnalata ai controlli post-operatori per essere seguita nel tempo.

Che differenza c’è tra mentoplastica e genioplastica?

Mentoplastica è il termine generale per la correzione del mento, con protesi, lipofilling o riduzione ossea. La genioplastica indica l’osteotomia: l’osso del mento viene sezionato e riposizionato. È una procedura più articolata, con costi di mercato tra 4.000 e 6.000 euro contro i 2.500-5.000 della protesi.

Posso detrarre la spesa nella dichiarazione dei redditi?

Se l’intervento è puramente estetico, no. La detrazione è possibile quando la finalità è ricostruttiva o funzionale, ad esempio dopo un trauma o per una malformazione, ed è documentata. Il consiglio è parlarne con il proprio commercialista prima dell’intervento.

Dott. Domenico Valente
L'autore di questo articolo

Dott. Domenico Valente

Medico chirurgo · Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale (AOU Careggi, Firenze) · Iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Cosenza, n. 7368

Si è specializzato in chirurgia maxillo-facciale a Careggi, dove ha maturato esperienza nella traumatologia facciale e nella chirurgia ricostruttiva dei mascellari. Riceve a Firenze, Cosenza ed Empoli.

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