01In cosa consiste la mentoplastica
La mentoplastica è l’intervento che modifica forma, dimensione e proiezione del mento per riportarlo in equilibrio con il resto del volto. Il mento, insieme al naso e alle labbra, disegna il profilo: quando è poco proiettato (retrogenia) tende a far apparire il naso più grande e il collo meno definito, mentre quando è troppo pronunciato appesantisce la parte bassa del viso.
Il risultato si può ottenere per due vie: l’inserimento di una protesi che aumenta la proiezione, oppure la genioplastica, un rimodellamento dell’osso che permette di avanzare, ridurre o centrare il mento. La scelta dipende dall’entità della correzione e dalla struttura ossea.
02Quando è indicata
La mentoplastica è indicata quando il mento è poco proiettato e appiattisce il profilo, quando è eccessivamente prominente o quando esiste un’asimmetria. Spesso viene valutata insieme alla rinoplastica, nella cosiddetta profiloplastica, perché l’armonia del profilo nasce dal rapporto tra naso, labbra e mento.
Non è una necessità medica: è una scelta estetica che ha senso quando lo squilibrio è reale e influisce sulla percezione del volto. Quando invece il problema riguarda l’occlusione e i rapporti tra le ossa mascellari, l’indicazione può spostarsi verso la chirurgia ortognatica.
03Mento, naso e profilo: la profiloplastica
Il mento non si valuta mai da solo. Nel profilo la sua proiezione dialoga con quella del naso e con la posizione delle labbra: un mento poco proiettato fa apparire il naso più grande e il collo meno definito, mentre un mento equilibrato sostiene l’intero terzo inferiore del volto. Per questo, quando il paziente chiede una rinoplastica, l’analisi del profilo comprende sempre anche il mento, e viceversa.
Quando entrambi contribuiscono allo squilibrio, correggerli insieme (la cosiddetta profiloplastica) dà un risultato più armonico che agire su uno solo. È un ragionamento tipico della formazione maxillo-facciale, che guarda allo scheletro del volto nel suo insieme più che al singolo dettaglio. Quando invece alla base c’è un problema di occlusione e di rapporti tra le arcate, la correzione più autentica non è il mento ma i mascellari, e la valutazione si estende alla chirurgia ortognatica.
04Sei un buon candidato alla mentoplastica?
Il candidato adatto è un adulto con crescita ossea completa, in buona salute e con aspettative realistiche. L’obiettivo è l’equilibrio del profilo, non un cambiamento drastico dei lineamenti.
In visita si distingue il problema puramente estetico da quello scheletrico: se alla base c’è un difetto importante dei rapporti tra le arcate, la sola mentoplastica non è sufficiente e va considerato un approccio più complesso.
05Come avviene l'intervento
Con la protesi, un impianto dedicato viene posizionato sul mento attraverso un accesso interno alla bocca o una piccola incisione nascosta sotto il mento; è la soluzione meno invasiva per aumentare la proiezione.
Con la genioplastica si esegue un’osteotomia: il segmento osseo del mento viene mobilizzato e fissato nella nuova posizione con placche e viti, permettendo di avanzarlo, arretrarlo, ridurne l’altezza o correggerne l’asimmetria. È la scelta quando serve una modifica più marcata o tridimensionale.
06Protesi o genioplastica: come si sceglie
Le due strade della mentoplastica non sono intercambiabili, e la scelta si fa in visita sulla base dell’entità e del tipo di correzione. La protesi (in silicone o in materiali porosi che favoriscono l’integrazione dei tessuti) è la soluzione più semplice quando serve soprattutto aumentare la proiezione di un mento poco sporgente: si posiziona con un accesso nascosto e ha un decorso rapido.
La genioplastica (l’osteotomia che mobilizza il segmento osseo del mento) è più articolata ma anche più versatile: usando l’osso proprio del paziente permette di avanzare, arretrare, ridurre l’altezza o correggere un’asimmetria, cioè di intervenire in più direzioni contemporaneamente. È la scelta quando la correzione è marcata o tridimensionale, o quando si preferisce evitare un impianto. Nei casi selezionati le due tecniche possono anche combinarsi.
07La visita
La visita analizza il profilo nel suo insieme: proiezione del mento, rapporto con naso e labbra, occlusione e simmetria, con l’aiuto di fotografie e, quando serve, di una valutazione radiologica. Si decide se la correzione più adatta sia la protesi o la genioplastica.
Segue la spiegazione della tecnica, dei tempi e del decorso, con un preventivo scritto e la raccolta della storia clinica per escludere controindicazioni.
08Il decorso post-operatorio
Nei giorni successivi sono normali gonfiore ed edema del mento e del labbro inferiore, con un cerotto o una medicazione di contenimento. Se l’accesso è interno alla bocca si segue per qualche giorno una dieta morbida e un’igiene orale accurata.
La ripresa delle attività quotidiane avviene in genere entro pochi giorni; il gonfiore principale regredisce in una o due settimane, mentre l’assestamento fine del risultato richiede qualche settimana in più.
09Rischi e complicanze
Come ogni intervento, anche la mentoplastica comporta rischi che vanno conosciuti: ematoma, infezione (in particolare con la protesi), un’alterazione temporanea della sensibilità del labbro e del mento legata al nervo mentoniero, asimmetrie.
Con la protesi sono possibili, seppure raramente, una sua dislocazione o estrusione; con la genioplastica i rischi sono quelli legati all’osteotomia. Una buona selezione del paziente e il rispetto della tecnica riducono queste evenienze, e quando serve una piccola revisione permette di rifinire il risultato.
10Quanto costa una mentoplastica
Il costo della mentoplastica dipende soprattutto dalla tecnica: con una protesi si colloca in genere tra 2.500 e 5.000 €, mentre la genioplastica, più articolata, tende alla fascia alta. Incidono anche l’anestesia, la struttura e l’eventuale associazione con la rinoplastica.
Sono intervalli di mercato; il preventivo definitivo, scritto, si stabilisce in visita.
11Come scegliere il chirurgo
La mentoplastica tocca una zona attraversata dal nervo mentoniero, che dà sensibilità a labbro e mento, e il suo rispetto è parte della tecnica. Prima di scegliere il chirurgo verifica l’iscrizione all’albo (consultabile sul portale FNOMCeO) e l’esperienza sia con le protesi sia con la genioplastica: un professionista che padroneggia entrambe può proporre la soluzione adatta al tuo caso, non l’unica che conosce. Diffida di chi propone un’unica tecnica per tutti e di chi valuta il mento senza guardare il resto del profilo.
12Domande frequenti
Meglio la protesi o la genioplastica?
Dipende dall'entità della correzione e dalla struttura ossea: la genioplastica utilizza l'osso proprio e regola il mento in più direzioni, la protesi è meno invasiva ed è indicata soprattutto per aumentarne la proiezione.
Le cicatrici si vedono?
No: l'accesso è di solito interno alla bocca, senza cicatrici esterne, oppure attraverso una piccola incisione nascosta sotto il mento.
Si può fare insieme alla rinoplastica?
Sì. La profiloplastica combina rinoplastica e mentoplastica per riequilibrare l'intero profilo, perché naso e mento si influenzano a vicenda.
È un intervento doloroso?
Si esegue in anestesia locale con sedazione o generale; nel post-operatorio il fastidio è gestibile con comuni analgesici. Prevalgono gonfiore e senso di tensione nei primi giorni.
Quanto dura il gonfiore?
La parte principale regredisce in una o due settimane; l'assestamento definitivo del risultato richiede qualche settimana in più.
Il risultato è permanente?
Sì. La genioplastica modifica l'osso in modo definitivo, mentre la protesi rimane stabile nel tempo.
Vuole capire se mentoplastica: l’armonia del mento e del profilo è indicato nel suo caso?
Compili i campi qui sotto: la segreteria richiama entro 24 ore lavorative per fissare la visita. Nessun dato clinico è richiesto in questa fase.
13Potrebbe interessare anche
Fonti e riferimenti — 2 riferimenti
- Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) — informazioni per il paziente.
- American Society of Plastic Surgeons (ASPS) — patient guidance.
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