Le placche giallastre che compaiono sulle palpebre hanno un nome preciso: xantelasmi. Chi le nota allo specchio di solito si rivolge al medico per una ragione estetica, e la rimozione risolve proprio quel problema. La visita che la precede, come vedrà più avanti, serve anche a qualcosa in più.
Il Dott. Domenico Valente, chirurgo maxillo-facciale, esegue la rimozione degli xantelasmi a Firenze nel suo studio di via di Novoli 33/13. La seduta è ambulatoriale, dura in genere 15-30 minuti e può essere condotta con tecniche diverse: laser CO2, Felc o asportazione chirurgica, a seconda della sede e dell’estensione della placca.
In questa pagina trova la descrizione delle singole metodiche, il decorso dei giorni successivi e i motivi per cui queste lesioni meritano anche un controllo degli esami del sangue.
01Che cosa sono gli xantelasmi
Gli xantelasmi sono neoformazioni benigne della pelle: papule giallo-biancastre, morbide al tatto e dai margini irregolari, che si sviluppano sulle palpebre superiori e inferiori, quasi sempre nella zona vicina al naso.
La loro origine è un accumulo di grassi, colesterolo in particolare, nelle cellule del derma. Il colesterolo migra dai piccoli vasi sanguigni verso i tessuti della palpebra e vi si deposita, insinuandosi tra le fibre muscolari e nello spessore del derma palpebrale. Il materiale si trova quindi dentro la pelle, non in superficie.
Se non vengono trattate, le placche tendono ad allargarsi: nascono nella porzione interna della palpebra e con il tempo possono estendersi a tutta la sua superficie. Restano lesioni benigne anche quando crescono, ma una placca estesa richiede un trattamento più impegnativo di una appena comparsa.
02Colesterolo che si vede: la lettura internistica delle placche palpebrali
Uno xantelasma è, in concreto, un deposito di colesterolo visibile a occhio nudo. Per questo la medicina lo considera una possibile spia di un rischio cardiovascolare aumentato: chi lo sviluppa può avere una tendenza ad accumulare grassi nei tessuti che riguarda anche altri distretti del corpo, arterie comprese.
C’è un dettaglio che sorprende molti pazienti: il legame con il rischio cardiovascolare può esserci anche quando le analisi del sangue mostrano un colesterolo nella norma. Il prelievo, da solo, può quindi non bastare a chiudere la questione.
Che cosa fare, in pratica. Alla visita per la rimozione, il Dott. Valente consiglia di segnalare la lesione anche al proprio medico curante, che potrà prescrivere un profilo lipidico completo: colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi. Se emergono valori alterati, sarà il curante a impostare dieta, movimento o terapia; se i valori risultano normali, ha comunque senso ripetere il controllo con la periodicità che il medico riterrà opportuna.
La rimozione estetica non sostituisce questo percorso: eliminare la placca migliora l’aspetto della palpebra, ma non corregge la tendenza del colesterolo a depositarsi nei tessuti.
03Chi le sviluppa più spesso
Gli xantelasmi sono più frequenti nelle donne dopo i 40 anni. Esiste poi una predisposizione individuale: alcune persone accumulano grasso nel derma palpebrale con più facilità di altre. Età e sesso, in ogni caso, non sono criteri rigidi: la valutazione si fa caso per caso, in visita.
04Quando ha senso intervenire
Non esiste un obbligo medico di rimuovere uno xantelasma: la lesione è benigna e resta tale nel tempo. La decisione parte quasi sempre dal disagio estetico, che nella zona degli occhi si nota molto.
Due considerazioni, comunque, suggeriscono di non rimandare troppo. La prima è pratica: le placche tendono ad allargarsi, e una lesione ancora contenuta si tratta con metodiche più leggere e con un decorso più semplice. La seconda riguarda la salute generale: la comparsa della placca è una buona occasione per il controllo del quadro lipidico descritto sopra, da fare con il proprio medico anche se poi si decide di non toccare la palpebra.
05La visita preliminare: un check-up del viso
Prima di qualunque trattamento, il Dott. Valente esegue un check-up del viso. Questo passaggio ha tre scopi: prevenire le complicanze, scegliere la tecnica più adatta all’entità della lesione e indagare eventuali patologie che potrebbero complicare l’intervento.
È anche il momento giusto per fare domande: sul fastidio atteso, sui giorni di recupero, sull’eventualità di una recidiva. Porti con sé la documentazione medica di cui dispone, comprese le analisi del sangue recenti se le ha già eseguite.
06Le tecniche di rimozione usate in studio
Non esiste una tecnica valida per ogni paziente. La scelta dipende dall’estensione della placca, dalla sua sede sulla palpebra superiore o inferiore e dalle caratteristiche della pelle. Queste sono le opzioni che il Dott. Valente valuta in visita.
Laser CO2
È la metodica con la percentuale di recidive più bassa. Il laser concentra l’energia luminosa su un punto molto piccolo e vaporizza il tessuto della placca strato dopo strato, fermandosi alla parte più superficiale della cute: i tessuti circostanti non subiscono danni. La pelle si ricostruisce poi in tempi brevi per riepitelizzazione, cioè riformando da sola il proprio rivestimento, senza lasciare cicatrici.
Per il comfort del paziente, prima della seduta si applica sulla palpebra una crema anestetica.
Felc
Il Felc asporta la placca per sublimazione: il tessuto passa direttamente allo stato di vapore. La seduta si svolge senza anestetico, perché il fastidio è modesto, e la palpebra non sanguina.
Il decorso è semplice e privo di complicanze. A casa il paziente utilizza soltanto un collirio antisettico al benzalconio, che mantiene disinfettata la zona trattata.
Asportazione chirurgica
Sulla palpebra superiore il bisturi resta un’opzione a cui il Dott. Valente ricorre spesso. La pelle di questa zona si presta bene a una piccola escissione: la ferita viene chiusa con punti sottili, da rimuovere entro 7 giorni, e il decorso è quasi sempre regolare, con un esito estetico che soddisfa il paziente.
Sulla palpebra inferiore, invece, la chirurgia viene impiegata di rado: lì il rischio di complicanze e di recidive sale, e conviene orientarsi su laser o Felc.
E l’acido tricloroacetico?
Esiste anche la possibilità di trattare gli xantelasmi con applicazioni di acido tricloroacetico (TCA). È una metodica che i pazienti tollerano male: mettere un acido a contatto con una zona delicata come la palpebra risulta fastidioso, e per questo non rappresenta la prima scelta dello studio.
07La crosticina e la nuova pelle: la guarigione giorno per giorno
Qualunque sia la tecnica, per qualche giorno la cute della palpebra resta gonfia e un po’ indolenzita, con un edema (accumulo di liquidi nei tessuti) che si riassorbe spontaneamente. In questa fase si applicano creme apposite, che leniscono la pelle mentre guarisce.
Chi porta lenti a contatto dovrà metterle da parte per qualche giorno e passare agli occhiali, finché la palpebra non avrà recuperato.
Chi ha scelto l’asportazione chirurgica tornerà in studio entro 7 giorni per togliere i punti; con laser e Felc non ci sono suture, e l’eventuale controllo si concorda in base al singolo caso.
Il risultato definitivo non si giudica a caldo: la palpebra ha bisogno di circa una settimana per completare la guarigione, in qualche caso fino a due. Solo allora ha senso valutare l’esito insieme al chirurgo.
08Recidive: un limite da conoscere prima
Sulla placca trattata il risultato è permanente. Il punto debole del trattamento sta altrove: la pelle delle palpebre può produrre nuovi xantelasmi, e la recidiva è frequente soprattutto in chi soffre di ipercolesterolemia, cioè di colesterolo alto nel sangue.
Per ridurre questa probabilità valgono le regole della prevenzione cardiovascolare: attività fisica costante, una dieta povera di colesterolo, niente fumo. Sono le stesse indicazioni che il medico curante darà dopo aver esaminato il profilo lipidico.
09Il costo della rimozione
Il prezzo varia in base al tipo di problema e alla tecnica impiegata: una placca piccola trattata con il Felc e una lesione estesa che richiede l’escissione chirurgica sono situazioni diverse anche sul piano economico. Come riferimento, l’intervallo abituale va da 250 a 600 euro.
Il preventivo esatto viene formulato in visita, dopo l’esame delle palpebre e la scelta della metodica.
10Chi la seguirà
Il Dott. Domenico Valente è un chirurgo maxillo-facciale: la sua specializzazione riguarda il distretto del volto, palpebre comprese. La rimozione degli xantelasmi rientra nell’offerta di medicina estetica a Firenze dello studio, accanto a filler, peeling e altre procedure per il viso.
Il vantaggio pratico di questa formazione è la confidenza con l’anatomia della regione palpebrale, dove lo spazio di manovra è ridotto e la tecnica va calibrata sul singolo caso.
11Prenotare il controllo delle palpebre in via di Novoli 33/13
Lo studio del Dott. Valente si trova in via di Novoli 33/13, 50127 Firenze. Per fissare la visita preliminare, o anche solo per un chiarimento sul trattamento, può chiamare il 348 0978441: la segreteria le indicherà le prime disponibilità.
Alla visita porti eventuali esami del sangue recenti e l’elenco dei farmaci che assume: sono informazioni utili per il check-up preliminare.
Per chi si trova in Calabria, lo stesso trattamento è disponibile nello studio di Cosenza.
12Domande frequenti
Gli xantelasmi possono riformarsi dopo la rimozione?
Sì, la recidiva è possibile e diventa frequente quando il colesterolo nel sangue resta alto. Sulla placca trattata il risultato è permanente, ma la pelle vicina può sviluppare nuove lesioni. Tenere sotto controllo il profilo lipidico, muoversi con regolarità e non fumare riduce questa probabilità.
Posso truccarmi dopo il trattamento?
Conviene aspettare che la pelle della palpebra sia completamente richiusa, cosa che in genere richiede circa una settimana. Applicare trucco su una zona in guarigione aumenta il rischio di irritazioni. Alla visita di controllo il Dott. Valente le confermerà quando riprendere ombretti ed eyeliner.
Laser e chirurgia hanno tempi di recupero diversi?
In parte sì. Con il laser CO2 la pelle si riforma da sola in pochi giorni, senza punti; con l'asportazione chirurgica c'è una piccola sutura da rimuovere entro 7 giorni. In entrambi i casi l'esito definitivo si valuta a guarigione completata, dopo circa una o due settimane.
Porto le lenti a contatto: devo sospenderle?
Sì, per qualche giorno dopo la seduta è meglio usare gli occhiali, perché la manovra di inserimento della lente sollecita la palpebra appena trattata. Potrà riprendere le lenti quando il gonfiore si sarà risolto, seguendo le indicazioni ricevute in studio.
Serve fare le analisi del sangue prima di togliere la placca?
Non sono un requisito per la seduta, ma il profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi) è un controllo consigliato a chi scopre uno xantelasma. La lesione può segnalare un rischio cardiovascolare aumentato, a volte anche con valori nella norma. Ne parli con il suo medico curante, che deciderà se e quando prescriverlo.
Resterà una cicatrice sulla palpebra?
Con il laser CO2 la guarigione avviene per riepitelizzazione e non lascia cicatrici, perché l'azione si ferma agli strati superficiali della cute. Con la chirurgia rimane il segno di una piccola incisione chiusa con punti sottili, che con la maturazione della ferita tende a farsi poco visibile. La scelta della tecnica in visita tiene conto anche di questo aspetto.
È doloroso rimuovere uno xantelasma?
Dipende dalla tecnica. Il laser CO2 si esegue dopo l'applicazione di una crema anestetica sulla palpebra; il Felc non richiede anestetico, perché il fastidio è minimo; l'asportazione chirurgica avviene in anestesia locale. Nei giorni successivi la zona può restare indolenzita e si gestisce con creme apposite.
Che cosa succede se decido di non trattarli?
Gli xantelasmi sono lesioni benigne, quindi la rimozione resta una scelta e mai un'urgenza. Con il tempo, però, tendono ad allargarsi dalla porzione interna della palpebra fino a coprirne la superficie, e una placca estesa è più impegnativa da rimuovere. Il controllo del colesterolo con il medico curante è utile in ogni caso, qualunque sia la decisione estetica.
Vuole una valutazione per Rimozione xantelasmi a Firenze?
Compili i campi qui sotto: la segreteria richiama entro 24 ore lavorative per fissare la visita. Nessun dato clinico è richiesto in questa fase.
