Blefarocalasi: cos’è, cause e come si cura


La blefarocalasi rappresenta non solo una problematica estetica ma può influenzare significativamente anche la funzionalità visiva. Questo disturbo, caratterizzato dal rilassamento cutaneo delle palpebre, tende a manifestarsi prevalentemente intorno ai 40-50 anni,può interessare sia la palpebra superiore che quella inferiore, e può manifestarsi su un lato del volto (monolaterale) o su entrambi (bilaterale).

In questo articolo assieme al Dott. Domenico Valente vediamo in dettaglio cos’è la blefarocalasi, quali sono le cause e come è possibile risolvere il problema con un intervento chirurgico di blefaroplastica.

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Cos’è la blefarocalasi

La blefarocalasi è un termine medico che descrive una condizione in cui la cute delle palpebre diventa eccessivamente rilassata. Secondo l’EyeNet Magazine dell’American Academy of Ophthalmology, il termine “blefarocalasi” fu coniato da Ernst Fuchs nel 1896, sebbene la conoscenza della sindrome risalga agli inizi del secolo. 

Questa situazione si verifica a causa di un progressivo indebolimento delle fibre connettivali ed elastiche, che sono fondamentali per mantenere la pelle tesa e vigorosa. 

Di solito, è un fenomeno legato all’avanzare dell’età e si manifesta maggiormente nella zona delle palpebre superiori.

Quando le fibre della pelle perdono la loro elasticità naturale, la cute tende a cedere sotto il proprio peso. Di conseguenza, si verifica un eccesso di pelle che cade delicatamente verso il basso, arrivando talvolta a coprire parzialmente l’occhio. Questo non solo altera l’estetica dello sguardo, conferendogli un aspetto più stanco e invecchiato, ma può anche influire sulla funzionalità visiva dell’individuo.

In termini pratici, la blefarocalasi non è solo una questione di estetica. La riduzione della rima palpebrale e la copertura parziale dell’iride possono limitare il campo visivo, rendendo più complicate le attività quotidiane e, in alcuni casi, persino influenzare la qualità della vita.

Trattare efficacemente la blefarocalasi non solo può restituire allo sguardo la sua vivacità e freschezza giovanile, ma può anche migliorare significativamente la funzione visiva. Per coloro che cercano soluzioni, la medicina moderna offre diverse opzioni di trattamento che possono essere discusse e valutate con un medico specializzato.

Cause 

Il rilassamento delle palpebre è principalmente dovuto alla diminuzione del collagene, una sostanza presente nel derma, essenziale per mantenere la pelle elastica e tonica.

La blefarocalasi può derivare anche da fattori quali uno stile di vita stressante, eccessiva sedentarietà, cattive abitudini alimentari o predisposizioni personali.

 Alcune ricerche suggeriscono che la blefarocalasi potrebbe essere collegata all’edema angioneurotico, un tipo di gonfiore che si verifica soprattutto durante la pubertà. Questa fase della vita porta con sé molti cambiamenti ormonali, e si pensa che questi possano influenzare l’aspetto delle palpebre.

Altri fattori esterni, come lo stress, il vento forte, o persino le punture di insetti, possono scatenare la blefarocalasi. Anche se può colpire chiunque, sembra che le donne siano più soggette a questa condizione.

Dagli esami dei tessuti delle palpebre affette, si è visto che oltre alla perdita di collagene, ci può essere un ingrandimento dei piccoli vasi sanguigni. Questo suggerisce che il gonfiore e l’accumulo di liquido, tipici della blefarocalasi, si trovano principalmente in questi piccoli vasi.

In alcuni casi, la blefarocalasi può essere associata a malattie più complesse, come la Sindrome di Ascher, che oltre alla blefarocalasi include sintomi come un labbro gonfio e problemi alla tiroide.

Diagnosi

La diagnosi della blefarocalasi si basa principalmente sull’osservazione dei sintomi riferiti dal paziente e su un esame fisico accurato. Le persone che soffrono di questa condizione spesso riportano episodi di gonfiore delle palpebre, che tendono a verificarsi in maniera periodica. Questo gonfiore di solito non è doloroso, ma in alcuni casi può essere accompagnato da arrossamento (eritema) nella zona interessata.

Questi episodi di gonfiore tendono a durare da due a tre giorni e possono scomparire spontaneamente, per poi ripresentarsi nel corso dell’anno. È importante sottolineare che la frequenza di questi episodi varia notevolmente tra gli individui e può essere influenzata da diversi fattori ambientali e personali.

Un altro aspetto distintivo della blefarocalasi è la trasformazione della cute delle palpebre. Tipicamente, la pelle delle palpebre affette da blefarocalasi diventa più sottile, rugosa e fragile, assumendo un aspetto simile a quello della “cartina di sigaretta”. Con il passare del tempo, questa pelle perde elasticità e si assottiglia ulteriormente, diventando quasi trasparente a causa dell’edema ricorrente.

Oltre a questi segni visibili, la blefarocalasi può portare a una serie di complicanze che influenzano la funzione degli occhi e la loro estetica. Tra queste, si osservano:

  • Distensione della pelle palpebrale: può interferire con la visione.
  • Entropion: rotolamento verso l’interno della palpebra, causando irritazione e possibile danno alla superficie oculare.
  • Ectropion: rotolamento verso l’esterno della palpebra, esponendo la superficie interna e causando secchezza e irritazione.
  • Prolasso del grasso orbitale: sporgenza di tessuto adiposo dalla sua posizione normale nell’orbita.
  • Prolasso della ghiandola lacrimale: spostamento della ghiandola lacrimale dalla sua posizione normale.
  • Cambiamenti della pigmentazione cutanea: comparsa di discromie o macchie sulla pelle delle palpebre.
  • Ptosi: abbassamento della palpebra superiore che può limitare il campo visivo.
  • Arrotondamento del canto esterno dell’occhio: modificazione della forma angolare dell’occhio.

Trattamento e Intervento di Blefaroplastica

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la blefarocalasi non trova risoluzione attraverso trattamenti farmacologici, ma richiede un approccio chirurgico, noto come blefaroplastica. Questo intervento, minimamente invasivo, non solo rimodella l’aspetto delle palpebre ma porta anche vantaggi funzionali, restituendo una visione ottimale quando compromessa dal disturbo.

Come si cura la blefarocalasi

Per curare correttamente la blefarocalasi è importante capire le cause scatenanti della patologia che come abbiamo visto possono variare dall’invecchiamento naturale alla perdita di tonicità della pelle, fino a fattori di stile di vita come stress, sedentarietà, mancanza di sonno adeguato e una dieta non bilanciata nonché la componente genetica.

Nonostante la diversità delle sue cause la blefarocalasi è un disturbo di natura principalmente meccanica e questo rende l’opzione chirurgica la soluzione più efficace e diretta per affrontare il problema.

In questi casi, l’intervento di blefaroplastica è la soluzione definitiva alla blefarocalasi

Questa procedura chirurgica, mirata e minuziosa, si focalizza sulla rimozione del tessuto cutaneo in eccesso e, se necessario, sul riposizionamento del tessuto adiposo circostante. L’obiettivo è duplice: restituire alle palpebre un aspetto più giovanile e tonico e, al tempo stesso, migliorare la funzionalità visiva che può essere stata compromessa dal rilassamento cutaneo.

I vantaggi della blefaroplastica

La blefaroplastica, che può essere eseguita sulla palpebra superiore, inferiore o su entrambe, si concretizza attraverso la rimozione del tessuto cutaneo e adiposo in eccesso.

L’intervento, solitamente praticato in anestesia locale, si distingue per la rapidità di esecuzione e il recupero post-operatorio. Tra i benefici principali vi sono la rimozione di accumuli adiposi, l’assenza di cicatrici visibili e il recupero di una visione non più ostacolata dalla ptosi palpebrale.

Differenza tra Blefarocalasi e Dermatocalasi

È importante distinguere la blefarocalasi dalla dermatocalasi,specialmente quando si considerano trattamenti come la blefaroplastica. In Italia, queste due condizioni vengono spesso confuse, ma hanno caratteristiche distinte.

La dermatocalasi è caratterizzata da un eccesso di pelle sulla palpebra superiore, tipicamente associato all’invecchiamento cutaneo naturale. Questo disturbo si manifesta generalmente dopo i 40 anni e non è collegato a episodi pregressi di infiammazione o edema. Inoltre, non comporta l’arrotondamento dell’angolo esterno dell’occhio, a differenza della blefarocalasi.

D’altro canto, la blefarocalasi può includere infiammazioni precedenti ed è spesso accompagnata da un arrotondamento dell’angolo esterno dell’occhio.

Nonostante le differenze nella presentazione clinica e nella fisiopatologia, per entrambe le condizioni si raccomanda spesso la blefaroplastica per rimodellare la zona perioculare.

A chi rivolgerti per la blefaroplastica

Pensi di soffrire di blefarocalasi? Un piccolo intervento di blefaroplastica potrebbe essere la soluzione. 

ll Dott. Domenico Valente, con la sua esperienza e professionalità, è il punto di riferimento per questo tipo di intervento. Riceve nei suoi studi a Firenze e Cosenza, offrendo un approccio personalizzato per ogni paziente. Per informazioni o per prenotare una consulenza, contatta i suoi studi. Il tuo primo passo verso il benessere visivo inizia oggi!

Per avere maggiori informazioni o fissare una consulenza puoi contattare il 348 0978441 o inviare  una mail a info@domenicovalente.com 

Il Dott. Domenico Valente, medico chirurgo specialista in Chirurgia Maxillo Facciale ed estetica del volto, con esperienza nella traumatologia, negli esiti di trauma e nella chirurgia estetica, partecipa a numerosi corsi in Italia e all’estero per un continuo aggiornamento scientifico e per garantire ai pazienti l’alternativa migliore a qualsiasi problema del volto. Esercita a Firenze.