Fratture mandibolari

Cos'è

Rappresentano le fratture più frequenti, dopo quelle delle ossa nasali e dello zigomo. Oltre alle fratture conseguenti a traumi, si possono verificare anche fratture patologiche di mandibola legate ad atrofia della mandibola stessa.
Si distinguono fratture aperte e chiuse, a seconda dell’esposizione o meno dei monconi di frattura, complete e incomplete, composte e scomposte.
Possono localizzarsi a livello del condilo, dell’angolo, del corpo, della sinfisi e parasinfisi, del ramo, del processo alveolare, del processo cornoide.

Le fratture mandibolari sono spesso accompagnate da dolore, edema ed ematomi della regione, ferite a livello cutaneo o mucoso, malocclusione, difficoltà nei normali movimenti di apertura e chiusura della bocca.
La riduzione chirurgica delle fratture della mandibola ha l’obiettivo di ripristinare l’occlusione e l’armonia facciale.

Tipo di intervento

L’intervento si esegue di solito in anestesia generale e prevede l’utilizzo di placche e viti per stabilizzare i frammenti.
In caso di successivo dolore o infezione nella regione delle placche di osteosintesi, queste possono essere rimosse tramite un intervento eseguito in anestesia locale.
A seconda della localizzazione della frattura, l’incisione si esegue a livello intraorale, con il vantaggio di non avere cicatrici cutanee.

E’ possibile eseguire anche un innesto di cellule staminali, tramite prelievo dallo stesso paziente.
Non si utilizzano, in genere, blocchi intermascellari rigidi.

Durata

Da 40 minuti ad 1 ora, a seconda della complessità del caso.

Guarigione

Si esegue una profilassi antibiotica per ridurre il rischio di infezioni.
Il dolore, normale nei primi giorni dopo l’intervento, viene controllato con la terapia prescritta.
Sarà necessario seguire una dieta morbida per qualche settimana ed evitare attività sportiva agonistica per 30 giorni.